martedì 26 dicembre 2017

Si può vedere con il cuore

Ciao Scrapperine...
qualche tempo fa mi sono imbattuta in questa frase e mi è rimasta nella mente

"Le cose più belle del mondo non possono essere viste e nemmeno toccate. 
Bisogna sentirle con il cuore".



Siccome ho imparato che è importante capire chi dice le cose per darne un maggior peso,  ho cercato su Wikipedia chi fosse Helen Keller e ho scoperto una donna e una storia straordinaria (leggetela.. il film "Anna dei miracoli" è tratta dalla sua storia).

Lei era una bimba normale che a 19 mesi si ammala gravemente; la malattia non dura a lungo, ma la porta alla cecità e sordità totali. Beh invece di soccombere di fronte a questo avvenimento la ragazza cresce, impara a conoscere il mondo, studia, si laurea, gira per il mondo e si batte per i diritti dei disabili.

Capite che conoscendo la sua storia la frase assume ancora di più importanza.

In queste settimane di "Scrappiamo Insieme" ho cercato di vedere con il cuore, con il mio stile.. e sono felice di avervi conosciuto. Qualcuna di voi mi ha toccato davvero il cuore.

Ecco il mio progetto (partito da una frase) 
Timbro Glimps
Colori Distress
Carta Creative Studio (perfetta per questi lavori perchè di grammatura perfetta)

Per creare la cornice (dopo aver provato un po di soluzioni) questo è lo schema che preferisco (me lo ha gentilmente dato su carta Giuseppina Bosio e io l'ho riportato su disegno al pc per poterlo usare con la macchina da taglio).



Le righe tratteggiate sono le pieghe, le linee oblique sono tutte di 45°. 
Lo spessore della cornice è data dai rettangoli e io l'ho fatta di 1,5 cm. 
Il quadrato centrale è di 15 cm di lato. In questo modo basta un foglio 30x30.



Rimango a disposizione per ogni vostro dubbio...





sabato 16 dicembre 2017

Sfida #1 nazionale

Ciao scrappamiche
ieri sono riuscita ad iscrivermi al meeting nazionale dell'ASI (Associazione Scrappers Italia)... il mio secondo nazionale.


All'interno di questo nazionale è possibile partecipare ad una serie di corsi (quest'anno insegnanti spettacolari) che renderanno fantastico e speciale un weekend di 300 persone. In preparazione di quel weekend le organizzatrici lanciano una serie di sfide.. la prima è creare un LO 30x30 con alcuni vincoli: valigia e cartina geografica...

Ho sempre pensato che i soldi spesi nei viaggi fossero quelli spesi meglio.. perché viaggiando si conoscono altre culture, altre persone e si impara a vedere con altri occhi e ascoltare con altre orecchie.
La cosa più importante è che stiamo vivendo in un mondo sempre più globalizzato, le persone si spostano, le culture si mischiano.
Nella classe dei nostri figli ci sono cinesi, albanesi, africani... e loro sono capaci di ascoltarsi. Noi adulti no. Mi ricordo che mio figlio aveva in classe un compagno africano, tornato a casa dal primo giorno di scuola mi raccontava di questo e io gli ho chiesto: "descrivimelo un po?". Daniele mi ha risposto "Mamma ha degli occhi cosi belli che quando ti guardano vorresti abbracciarlo". Non mi ha nemmeno detto che la sua pelle era nera perché non era un elemento importante.
Noi grandi invece siamo pieni di paure e dubbi verso le altre culture.
Andare noi negli altri paesi ed essere noi quelli diversi, ci fa aprire gli occhi su come si possano sentire quando vengono in Italia persone da altri paesi.

Herman Keyserling diceva che " La via più breve per giungere a se stessi gira intorno al mondo".

Un proverbio indiano dice che "Viaggiando alla scoperta dei paesi troverai il continente in te stesso"

Antonio Porchia, poeta argentino diceva "Il viaggio: un partire da me, un infinito di distanze infinite e un arrivare a me".

Anne Carson dice che "L’unica regola del viaggio è: non tornare come sei partito. Torna diverso"
Mi ritrovo in tutte queste affermazioni.... perché io vivo i miei viaggi proprio così.

Quello che ho voluto raccontare qui è stato un viaggio in cui avevo bisogno di uscire dal mio quotidiano insieme a Stefano. Un anno fa siamo scappati per un weekend a Londra. Non abbiamo fatto i turisti, andando nei posti più importanti (anche perché Londra è la mia seconda casa e la conosco molto bene), ma abbiamo camminato per la città come potrebbe fare chi vive li.
Avevamo bisogno di staccarci per ritrovarci noi, perché a volte è faticoso gestire questa famiglia allargata ed essere sempre a disposizione di tutti. Cosi per tre giorni non abbiamo fatto altro che ridere, scherzare, raccontare di cosa stavamo provando...

Credo che dalla foto si veda..

Per fare questo LO sono uscita un po dalla mia comfort zone.. se non lo faccio in occasione del nazione quando lo faccio? Partire da una base di pattern già colorata e piena e con questi vincoli non è stato facile...

Spero vi piaccia...
Silvia










martedì 5 dicembre 2017

Un calendario per ricordarti di me tutto l'anno

Ciao Scrappine...
mi sembra una vita che non scrivo sul blog...
Oggi vi mostro un calendario che ho fatto per uno SWAP.. ho già spiegato cosa sono gli SWAP, scambio (spesso) tra sconosciute con un tema in comune.

Lo swap è stato lanciato da Scrappiamo Insieme e il tema era "calendario"..



Molte avranno subito pensato ad un bel calendario da tavolo, posizionato in bella mostra sulla scrivania... Io, che non sono normale, ho invece subito ad un progetto più impegnativo e.. più ingombrante!!!

Ma questa volta è nato il desiderio non solo di scriversi per conoscersi meglio ma ci siamo anche sentite per telefono... Maggie Mag mi sa che è un po fuori di testa come me...

Cosi vi mostro il calendario che le ho fatto. Lo mostro perché oggi lo ha aperto...
La cosa bella di questo è che tutto l'anno penserà a me e quando l'anno sarà finito potrà ancora utilizzarlo per raccogliere tutti i bigliettini volanti e la lista della spesa..

Ciaooo







giovedì 30 novembre 2017

La famiglia.. e qualcosa di più..

Ciao scrappamiche..
eccomi qui ancora una volta con mille parole che accompagnano i miei lavoretti.
Ma Francesca Donà mi ha un po capito e mi ha sorpreso sentirmelo dire:

"Tu sei un po così.. .rifletti sulle cose che accadono, le elabori e le fai diventare qualcosa"


Beh è proprio cosi.. Io non riesco ad essere "slegata" dalle cose che faccio, ci sono sempre mille riflessioni. Quella che sto per farvi vedere è una sfida.. Sono partita da un foglio bianco e volevo rappresentare un concetto.. il concetto di famiglia.. ma senza raccontare della MIA famiglia, ma delle famiglie di tutte noi. Cosi non sono partita da una foto specifica ma dall'idea che volevo rappresentare.

La famiglia è una delle cose più importanti che riempe la vita di ciascuno di noi. C'è la famiglia di origine con mamma e papà (che non scegliamo) e poi c'è la famiglia che abbiamo costruito. Con o senza figli.

Con questi pensieri mi sono avvicinata al mio foglio bianco e mi sono chiesta come avrei potuto rappresentarla... nelle nostre famiglie spesso si costruiscono muri, ma ci sono anche ali per volare via, c'è amore che cresce, piccole gioie, ma la quotidianità è molto impegnativa (nessuno ha detto che sarebbe stato facile). 

Di certo non ci sono famiglie perfette, forse pensano di esserlo, o vogliono mostrarsi cosi, ma tutti abbiamo le nostre difficoltà nel quotidiano, tutti sbagliamo e tutti ricominciamo ogni giorno. E la cosa bella è proprio questa.. che non siamo soli in questo percorso e come dice Anna.. già solo il fatto che ci facciamo delle domande su come essere e gestire al meglio, fa di noi persone migliori.
Ricordo quando li avevo piccolissimi che arrivavo in ufficio sempre con le maglie sbavate, se dovevo aprire la borsa dentro c'era di tutto: calzini e mutandine di ricambio (non sempre puliti!!!!), salviette, ciucci, pezzi di biscotto sbriciolato. E mi sembrava di vedere le altre mamme sempre più organizzate.. Crescendo ho guardato con invidia le altre mamme con figli docili, studiosi e perfettini.

Quando i miei figli erano alle elementari leggevo libri sull'educazione dei figli, su cosa fare e cosa non fare. Matteo e Francesco avevano appena imparato a fare i rutti artificiali. 
Erano bravissimi,: cintura nera di rutti, ma erano capaci di dire l'intero alfabeto ruttando. :-( 
Il libro sosteneva che era sbagliato dare delle regole perentorie: non bisognava dire ad esempio ad un bambino "non si rutta", ma spiegare che ci sono momenti in cui si può farlo e altri no...cosi i miei figli sveglissimi mi hanno chiesto subito quando erano autorizzati a farlo.. 

Una sera festeggiamo un buon voto con hamburger e coca cola e provo a lanciarmi nel dire che in quel momento in cui eravamo solo noi si poteva fare qualche ruttino... Parte cosi una gara di rutti. 
Inutile descrivere lo schifo provato e la vergogna di avere figli cosi skillati e inutile dire che ha vinto il papà... ma indimenticabile è stata la faccia della maestra che il giorno dopo mi ha detto che ci avrebbe pensato a dare ancora una volta un buon voto a Matteo: aveva raccontato a scuola a tutta la classe della nostra gara. 

Il libro è finito nella spazzatura ma io ho capito una cosa importante: non ci sono regole. Sulla buona educazione sì grazie al cielo, ma su come farli crescere bene, felici, indipendenti, realizzati, consapevoli,.. non ci sono regole.
Ci sono tentativi. Ci sono i nostri figli, diversi uno dall'altro. 
E ci siamo noi, che cambiamo le nostre convinzioni con il tempo: da piccole pensiamo al principe azzurro e al "vissero felici e contenti" senza mettere in conto che la felicità si costruisce giorno per giorno, ma che non è mai assenza di cadute, di dolore, di errori.

Tempo fa (i ragazzi facevano la prima media) mi sono riferita a noi come "una famiglia" (che come sapete è allargata) e mio figlio mi dice "Beh noi non siamo proprio una famiglia". 
Ci sono stata un po male perché io speravo di aver passato loro che non è "famiglia" solo il legame di sangue, ma anche quella che ogni giorno "si prende cura", che c'è quando serve e speravo avessero capito che oggi lo siamo.
Poi mi ha guardato negli occhi e mi dice: noi siamo una RI-FAMIGLIA. 
Mi è piaciuta tantissimo questa definizione. E ora sono orgogliosa di esserlo. 
Questa parola suona un po come RI-COMINCIARE, RI-PARTIRE, RI-ALZARSI. 
E' un po come dire: possiamo sbagliare, possiamo non essere perfetti, possiamo cadere ma siamo pronti INSIEME a RI-FARE qualcosa di bello e ripartire.

Allora vi auguro di cuore di essere tutte in una RI-FAMIGLIA, non come la mia dopo una separazione, ma autorizzata ad essere una famiglia che riparte ogni giorno.
Questo è il pensiero dietro al mio progetto. Spero che si possa capire...

Le "puriste" dello scrap diranno che quello che sto per farvi vedere NON è scrap perché non ha la foto (che ho poi cercato di aggiungere ma non sono riuscita a farmi piacere il risultato, perché non era stato pensato cosi).
Mi sono dunque andata a documentare e ho rotto le scatole a molte di voi su questo tema (scusatemi ma è stato bellissimo confrontarmi con voi)... leggete gli articoli che ho trovato, sono interessanti.
La mia conclusione è che lo scrapbooking sia un metodo per preservare storie personali e anche idee e concetti e dunque la foto può anche essere omessa (attendo i vostri commenti)

Link utili per il tema "Layout senza foto"

https://debbiehodge.com/2013/01/ideas-for-telling-stories-on-scrapbook-pages-without-photos/
https://debbiehodge.com/2011/09/the-art-of-photo-less-scrapbooking/
https://scrapgirls.com/all-posts/photoless-scrapbook-layouts
http://www.mosaicmoments.com/scrapbook-page-without-photos/
http://www.digitalscrapbookinghq.com/scrapbooking-stories-without-photos/






Questa la versione con le foto. Quale vi piace di più?




lunedì 27 novembre 2017

Stella stellina.. Natale si avvicina..

Quest'anno un po di regalini si iniziano a preparare.. 


Per lunghi anni il Natale non mi ha entusiasmata e anche quando la vita è tornata serena ho fatto fatica ad entrare in uno spirito natalizio...

Credo che sia perché Natale è famiglia e se una famiglia non ce l'hai o non te la senti.. è veramente un periodo brutto.

La solitudine di quei giorni, che magari non è una solitudine fisica perché i parenti ci possono essere ma tu puoi sentirti sola lo stesso, si amplifica. Tutte le pubblicità e i negozi mostrano immagini di felicità e tu pensi che a te non è toccata. Poi ci sono quelli che non riescono ad avere figli o non hanno trovato l'uomo della loro vita per fare famiglia e anche li diventa dura...

E' bello che ci sia un momento per "fare famiglia", ma famiglia si dovrebbe essere tutti i giorni, e non solo facciata nei momenti di festa. Ho sempre invidiato tanto le tavolate imbandite ma i miei ultimi Natali, prima per quello che c'era e dopo per scelta, sono stati a due o soli con i miei figli.
Quando Stefano con entusiasmo mi chiede di fare albero di Natale e presepe io mi irrigidisco... non sono più abituata (ieri mi ha chiamato Grinch :-(  )

Ma quest'anno vorrei la svolta.. ho fatto un december daily di cui farò post apposito e ho già cominciato qualche pensierino...

Non voglio dimenticare però che Natale non è un periodo dell'anno in cui si fanno regali ma come diceva Madre Teresa di Calcutta...

E’ Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi una mano.

E’ Natale ogni volta che rimani
in silenzio per ascoltare l’altro.

E’ Natale ogni volta che non accetti
quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.

E’ Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.

E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.

E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri.

Un abbraccio scrappamiche..




sabato 25 novembre 2017

Scrappiamo Insieme: Ispirazione del mese di Novembre e una manciata di sogni

 Ligabue canta

“Sono sempre i sogni a dare forma al mondo
Sono sempre i sogni a fare la realtà”



Io ci credo. Fermamente.
Cosi ho deciso di raccontarvi la mia esperienza prima di raccontare il mio LO per urlarvi che ciascuna di voi può E DEVE sognare.

L’anno scorso a capodanno ho tirato le somme di come era stato il mio anno: gli errori, le cose belle, le battaglie combattute e le vittorie, gli sbagli, i viaggi, gli abbracci ricevuti. E nel marasma dei ricordi mi sono posta degli obiettivi.

Non ve li racconterò tutti, ma uno (che magari sarà anche quello di qualcuna di voi) era quella di smettere di sentirmi “meno degli altri” anche nello scrap e questo lo potevo raggiungere solo provando ad entrare in un DT: entrare in un gruppo di persone (Design Team appunto) per gestire un blog o una pagina FB ed “espormi in prima linea”, interagendo con le persone e mostrando i miei lavori. Provando a dare spiegazioni e consigli.

Ora…. diciamocelo… non è che pensassi di essere migliore di altre anzi… ma perché non potevo provarci?

In quel momento era solo un sogno. Ho cosi cominciato a pubblicare su Scrappiamo Insieme e altre pagine con l’idea di farmi conoscere… Non so quanto ci sia riuscita.. Ma intanto prendevo fiducia in me stessa.
Poi accade che a settembre esce la “DT call” proprio di Scrappiamo Insieme, che è un momento in cui il gruppo esistente vuole ampliarsi e raccoglie candidature (lo sto spiegando chiaramente per chi non ha mai sentito parlare di queste cose). Solitamente si risponde alla candidatura inviando un progetto e un link alla propria pagina FB, o blog, o Instagram per mostrare altri lavori.

Avevo appena comprato una collezione di carte di Antonella Lamarra (Creative Studio) che mi aveva dato tante emozioni e ho subito capito cosa avrei voluto fare e mi sono messa al lavoro.

Qui iniziano le casualità: qualcuna pubblica proprio un Midori con le stesse carte che avevo scelto io e per paura che qualcuno pensasse che avevo copiato decido di non presentarmi. Non avevo voglia di rifare il progetto ma soprattutto avevo sentito parlare del DT di Scrappiamo Insieme come di un posto non sereno, dove c’erano moltissime discussioni interne, dove c’era chi voleva primeggiare e dove i giochi erano già decisi e la DT call era fasulla. Lo dico perché queste voci mi hanno bloccata, hanno fermato i miei sogni. Ci sarà sempre qualche evento, qualche persona che lo farà.

Ma incontro Veronica, faccio il nome perché le devo molto, che con i suoi occhioni mi dice “fregatene!” “vai per la tua strada” “al massimo non vieni scelta” (se non avessi partecipato di sicuro non avrei avuto nemmeno una possibilità di essere scelta)
Cosi mi sono presentata. E mi hanno scelta.

E vi dirò di più, tranne un momento di euforia ma anche di smarrimento iniziale (lo ammetto, ho avuto un po’ di paura) ho trovato invece un gruppo splendido .. e chi mi conosce sa che non dico cose che non penso.

Un gruppo di persone che hanno voglia di condividere, di mettere a disposizione quello che sanno. Cercano sempre l’unanimità nelle scelte e vi garantisco che non è facile con tante teste. Ma se c’è questo sforzo è perché ciascuna di noi vale quanto le altre e lo trovo bellissimo. In più io pensavo che avrei avuto delle limitazioni, invece mi hanno dato totale libertà e sostegno. Io non so se questo traspare a chi capita nel nostro gruppo o sul nostro blog. Quello che non passa è sicuramente tutto il lavoro e l’impegno che questo dà. Siamo più di 7000 membri e serve un numero adeguato di persone volenterose che tutti i giorni seguano e rispondano e siano presenti.

Vi garantisco però che oltre la serietà e l’impegno ci sono dietro risate incredibili. Purtroppo non sono autorizzata a raccontarvi i dettagli (mi butterebbero fuori) ma qualcuna del gruppo è proprio “fuori come un balcone”, poi c’è quella professionale, quella saggia, quella dolce, quella timida, quella burbera, quella casinista, quella furbetta, quella che mangia e non ingrassa.. mi fermo sennò….

Questa mia ispirazione del mese ha per me dunque un grande significato perché rappresenta quello che voglio ricordarmi sempre: inseguire i miei sogni. E sulla foglia ritagliata dal vellum che ho distressato e poi timbrato c’è un altro importante messaggio “La distanza tra i sogni e la realtà si chiama azione” perché SE NON SI FA QUALCOSA non si potrà mai raggiungere un sogno.

Nella foto del LO, un po nascosto, c’è un particolare del progetto che mi ha portato qui tra voi, per cui sono stata scelta. Potete vedere l’intero progetto su http://scrappamiche.blogspot.it/2017/09/un-midori-ma-anche-un-pezzo-di-me.html

Credo fermamente che non ci viene regalato nulla e che se vogliamo raggiungere qualcosa dobbiamo lottare per averlo e non smettere mai di avere sogni.

Questo è il mio augurio per tutte voi.


A presto
Silvia








lunedì 20 novembre 2017

Scrapbooking per me..

Ciao Scrappine
oggi pensavo ad una cosa molto carina.. sul significato della parola Scrapbooking.


WIKIPEDIA dice: Scrapbooking is a method, an art for preserving, presenting, arranging personal and family history in the form of a book, box, card, including photographs, printed media, and artwork. 

Per me lo Scrapbooking è proprio "fare memoria".. ricordare i momenti salienti, importanti, che possono essere anche quotidianità, della mia famiglia e raccontarli...
Per questo per me non esiste un lavoro un foto .. senza una storia.
Ve ne siete accorte? Dovete fare memoria ogni giorno... e scrappare tutti questi momenti...

Dietro un lavoretto c'è sempre un sentimento, un'amicizia, il mio amore per i miei figli.
E non è un caso, secondo me, che "prima" non lo facessi.
La mia vita si divide in un "prima" e un "dopo". E il passaggio da un tempo ad un altro non è stata la mia separazione.

Il passaggio fondamentale è stato tra un "prima" in cui avevo perso la bussola, la direzione, non sapevo più chi fossi, ma ero come gli altri mi volevano. Mi preoccupavo solo che chi mi stava accanto fosse felice. Anche se non lo ero io.

Nel "dopo" invece c'è Silvia. Non perfetta, anzi con un sacco di limiti. Ma con una grande coscienza di sè e di chi vuole essere. Magari non ci riesco ancora, magari in alcune occasioni ancora la "vecchia Silvia" esce con forza e ancora mi devasta.. ma poi riprendo le redini.

In mezzo.. tra le due Silvie.. c'è un lungo periodo in cui ho dovuto prendere in mano la mia vita, il mio passato, le cose che mi hanno segnato, le cose belle e le cose brutte.. il rapporto con i miei genitori, con l'uomo che avevo amato fino a quel momento. Ho dovuto smettere di essere quello che gli altri volevano ma non avevo la minima idea di chi volessi essere, perché non me lo ricordavo più.

Ma in tutto questo, anche nel mio smarrimento più totale, io ho avuto sempre un perchè, un motivo...
per ritornare ad essere felice. Perché volevo essere una buona mamma e per esserlo l'unico modo giusto è essere una mamma felice.

E io non lo ero. Dovevo salvarmi e salvare anche loro.
Da una vita senza gioia. Senza verità. Senza essere famiglia.
Avevo il dovere di insegnare loro che si deve lottare per la felicità. E che se questa non è realizzabile dove si è , dopo aver fatto di tutto, si deve andare a cercarla...

Cosi ho iniziato da li a fare foto e a voler ricordare.
A voler catturare pochi momenti o tanti.
Catturarli per rivederli e riviverli.
E ricordarmi ogni giorno che lottare per le cose importanti è necessario...

Un abbraccio

PS della serie rari momenti di pace.... ecco i miei




mercoledì 15 novembre 2017

Perché si può dire "Grazie" anche urlando

Ciao scrappine..
ieri sera ho creato una card... che aveva tanti tanti obiettivi diversi.


Uno era di partire in una email...

L'altro era di fare una cosa carina "per ringraziare" e ho pensato tutto il giorno a come avrei scritto un post per ringraziare le persone che oggi mi sono accanto e condividono con me le cose belle, ma soprattutto quelle brutte..

ma ho pensato di fare un post meno sdolcinato e più vero, per come mi sento oggi.. questa sera

e così il mio "Grazie" è urlato..

per i miei genitori, che non mi hanno mai fatta sentire capace davvero di fare qualcosa, sempre solo poco più della media, perché questo mi ha distrutto, fino a quando non ho trovato qualcuno che lo ha detto al posto loro

per le amiche che se ne sono andate, durante e dopo la tempesta.. perché il dolore della separazione e della distruzione di una famiglia è stato peggiorato dalla solitudine e mi ha costretto ad uscire dal guscio sicuro che pensavo di avere e che invece era solo finzione

per l'uomo che ha infranto il mio sogno di famiglia "normale", ma che mi ha permesso di capire che di normale non c'è nulla se non il rispetto e la fiducia che deve essere condivisa con la persona che vive con te

per le radici che non ho mai sentito

per le urla silenziose che ho fatto due notti in cui non trovavo i miei figli

per il Natale che per lunghi anni ho odiato e con cui prima o poi dovrò fare pace

per la mia incapacità di gestire le difficoltà quotidiane con una serenità diversa, per il mio buttarmi sul cibo, come se riempire la pancia possa anche saziare il bisogno che ho di dimenticare

per chi mi dice che sono fortunata a stare con Stefano.. intendendo che lui è un gran figo e io no, perché quando lui mi guarda capisco che lui vede ciò che gli altri non vedono e chi critica ha solo una vita vuota

per la solitudine, che non è solo non avere persone intorno ma è vuoto nel cuore

per la fede, che in alcuni momenti viene meno, ma che poi quando tocchi il fondo e non ce la fai a risalire, accende una scintilla e una mano Santa arriva e ti sostiene

per me, che spesso mi sento inadeguata e che non imparo mai che ciascuno di noi è unico, esattamente come è, anche se questo non è riconosciuto dagli altri ... 

che a scrivere uno è sempre bravo ma poi viverlo.. beh è un'altra cosa...

Buonanotte..